La formazione tecnica richiede lavoro vero, ma la carenza di personale non può determinare lo standard di sicurezza.
Alle otto del mattino, un’officina può sembrare il posto ideale per un giovane tirocinante. Le macchine sono ferme. Il responsabile ha tempo. Qualcuno spiega con cura il primo compito.
Alle tre del pomeriggio, una consegna è in ritardo, due dipendenti hanno bisogno diaiuto e un cliente sta aspettando. L’officina è diventata un ambiente di apprendimento completamente diverso.
Le indicazioni dell’Ispettorato del lavoro olandese attribuiscono un peso concreto a questo cambio di ritmo. Le norme in materia di salute e sicurezza si applicano anche ai giovani che svolgono tirocini o percorsi di apprendimento sul lavoro. Il datore di lavoro dell’azienda formatrice resta responsabile della sicurezza, delle informazioni fornite e della supervisione sul posto di lavoro.
La valutazione dei rischi aziendale, la RI&E, deve prestare un’attenzione specifica ai giovani lavoratori. Contano l’età, l’inesperienza, le attrezzature, l’esposizione, le istruzioni ricevute e la capacità di riconoscere un pericolo. È un criterio che riflette bene la realtà di un’officina, dove basta introdurre un materiale o una macchina diversi perché cambi anche il rischio dell’attività.
Il vero problema non è il permesso
Spesso i datori di lavoro cercano una risposta semplice. Questo ragazzo di 17 anni può saldare, tagliare il legno o utilizzare una determinata macchina?
La domanda più utile riguarda l’attività concreta. Il giovane può svolgerla in sicurezza, con le necessarie misure di protezione e una supervisione competente disponibile per tutta la durata del lavoro? La risposta dipende dalla macchina, dal materiale, dall’area di lavoro e dalla persona incaricata di seguirlo.
La semplice denominazione dell’attività è troppo generica. La saldatura può comportare fumi, calore e rischio d’incendio. La lavorazione del legno può implicare utensili da taglio, macchine rotanti, polveri e rumore. Persino pulire una macchina può creare rischi diversi da quelli connessi al suo utilizzo.
L’articolo 1.37 dell’Arbeidsomstandighedenbesluit impone un’adeguata supervisione da parte di una persona competente. Se la supervisione non può prevenire i rischi specifici dell’attività, il giovane non può svolgere quel lavoro. Altre norme limitano inoltre le attività che comportano sostanze pericolose, agenti biologici e determinati gas.
La disponibilità conta quanto la competenza tecnica. Un capofficina eccellente che sta caricando un furgone, rispondendo al telefono e risolvendo problemi di produzione non sta esercitando alcuna supervisione proprio nel momento in cui sarebbe più necessaria.
Questa è quindi una prova di capacità organizzativa, non un adempimento burocratico. Chi spiega il compito? Chi osserva il primo tentativo? Che cosa succede se cambia il materiale? Il tirocinante può fermarsi senza avere la sensazione di compromettere la scadenza promessa al cliente?
Le risposte mostrano se il tirocinio è stato progettato per favorire l’apprendimento oppure adattato per coprire una carenza di personale.
Un tirocinante non è capacità produttiva di riserva
La pressione commerciale è facile da comprendere. Secondo il CBS, nel secondo trimestre del 2026 il settore delle costruzioni contava 73 posti vacanti ogni 1.000 posti di lavoro dipendente, il dato più alto tra i settori olandesi. Le piccole imprese tecniche hanno bisogno di nuove persone. Un buon tirocinio può avvicinare uno studente a un mestiere, a una squadra e a un futuro datore di lavoro.
Ma proprio questo valore può alterare il giudizio. Un tirocinante capace impara in fretta. Dopo alcune settimane, i colleghi cominciano a fare affidamento su quel paio di mani in più. La pratica guidata si trasforma, quasi senza che nessuno se ne accorga, in normale produzione.
L’azienda può continuare a chiamarlo tirocinio, ma la realtà del lavoro è cambiata. Le indicazioni governative continuano a porre l’apprendimento al centro. Quando un tirocinante svolge lavoro produttivo ordinario e sostituisce un dipendente, il rapporto può assumere le caratteristiche di un rapporto di lavoro, comprese le conseguenze relative al salario minimo.
Spesso, però, il problema immediato si presenta ancora prima. L’impresa ha inserito la persona meno esperta in un piano di produzione che funziona soltanto se viene meno la supervisione ravvicinata. Un giovane in formazione non risolve questa fragilità: la rende visibile.
Un tirocinio ben organizzato ha un costo reale. Richiede ore del supervisore, inserimento, dispositivi di protezione, adeguamenti alla pianificazione e contatti con la scuola. Il 3 luglio 2026 il governo ha annunciato l’intenzione di introdurre un diritto legale a un’indennità di tirocinio nell’ambito di un più ampio pacchetto sulla qualità dei tirocini. Al 31 agosto 2026 non esisteva ancora un obbligo legale generale.
La direzione intrapresa resta comunque significativa. I tirocini stanno diventando un impegno operativo più formale, con maggiore attenzione per indennità, accordi, supervisione e misure di sicurezza.
Anche il tempo fa parte della sicurezza
I giovani tirocinanti portano in officina un calendario più ampio di quello visibile all’azienda. Per i tirocinanti di 16 e 17 anni, l’Ispettorato del lavoro fissa un massimo di nove ore di lavoro per turno e 45 ore alla settimana. Su un periodo di quattro settimane, il limite medio è di 40 ore settimanali, per un massimo complessivo di 160 ore.
Devono inoltre essere garantite almeno 12 ore di riposo giornaliero, comprendenti l’intervallo tra le 23:00 e le 06:00. Le ore di istruzione contano. Contano anche quelle svolte presso un altro datore di lavoro.
Un’officina può vedere tre giornate di tirocinio e ritenere che l’orario sia contenuto. Lo studente potrebbe però frequentare anche la scuola, lavorare la sera nella ristorazione e spostarsi tra luoghi diversi. La stanchezza non scompare solo perché le ore sono annotate su calendari separati.
Una conversazione tranquilla con lo studente e la scuola può valere più di un’altra firma. Il datore di lavoro deve avere una visione sufficiente dell’intera settimana per capire se il tirocinio resta sostenibile. Il piano formativo, le attività effettive, le ore di tirocinio e l’orario scolastico dovrebbero descrivere la stessa realtà.
Torniamo a quel pomeriggio frenetico. Il giovane tirocinante è ancora accanto alla macchina, ma il supervisore designato sta gestendo la consegna in ritardo. Un sistema ragionevole ha già stabilito che cosa deve accadere: il tirocinante si ferma, passa a un’attività meno rischiosa oppure aspetta. Nessuno è costretto a improvvisare sotto pressione.
Progettate il posto che vorreste per vostro figlio
Nel 2025 l’Ispettorato del lavoro ha ricevuto 4.807 notifiche di infortuni sul lavoro e ha avviato 3.044 indagini. Entrambi i dati sono aumentati del 12 per cento rispetto al 2024. Le cifre riguardano l’intero mercato del lavoro, non specificamente i tirocinanti o le officine tecniche. Rendono comunque evidente un punto: il valore della preparazione emerge con maggiore chiarezza quando qualcosa è già andato storto.
Per una piccola impresa, la verifica utile è molto concreta. La sezione della RI&E dedicata ai giovani riflette le macchine e i materiali realmente utilizzati? Il supervisore è competente e disponibile? Il tirocinante sa ripetere con parole proprie le istruzioni ricevute? I cambiamenti delle attività vengono discussi con la scuola?
Le ore registrate comprendono l’istruzione e gli altri lavori noti? Il tirocinante sa quando deve fermarsi? I colleghi sono in grado di rispettare quel limite quando un cliente aspetta e il personale è ridotto?
Un buon tirocinio non è un favore concesso a una scuola, né una risposta economica ai posti vacanti. È parte del modo in cui un mestiere passa da una generazione alla successiva. Per questo servono lavoro vero, insegnamento paziente e limiti rigorosi.
Il compito del datore di lavoro è fare in modo che tutti e tre resistano anche nell’ora più frenetica della giornata.
Se la vostra azienda ospita giovani tirocinanti, possiamo aiutarvi a verificare se supervisione, pianificazione e misure di sicurezza corrispondono alle attività che svolgono davvero.
I dati, le fonti e l’analisi di questo articolo sono stati curati da Linda Pavan Geraedts. L’IA non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o produrre il giudizio analitico. L’IA è stata usata solo come aiuto di redazione. Il testo italiano finale è stato rivisto, corretto e approvato personalmente da Linda Pavan Geraedts prima della pubblicazione.
Riferimenti
- Jeugdige stagiairs mogen ook houtbewerken of lassen op werkplek - gezond en veilig werken · Salaris Vanmorgen
- Nederlandse Arbeidsinspectie - Youth-specific risk assessment and employer accountability
- Wettenbank - Legal baseline for young workers, supervision and hazardous substances
- Nederlandse Arbeidsinspectie - Working-time and rest-time controls for 16- and 17-year-old stagiairs
- Nederlandse Arbeidsinspectie - Inspection and accident-pressure context
- CBS - Labour scarcity in construction and the value of vocational entry routes
- Rijksoverheid - Stage quality and prospective mandatory compensation
- Wettenbank - Arbeidsomstandighedenbesluit, version dated 9 April 2026
