È venerdì pomeriggio e un piccolo operatore dell’assistenza guarda il turno di lunedì. Un professionista zzp di fiducia potrebbe coprire il servizio serale, ma solo se l’incarico resta davvero autonomo. Il responsabile vorrebbe ridurre i rischi legati alla DBA. I clienti, intanto, hanno ancora bisogno di lavarsi, assumere i farmaci, mangiare e vedere un volto conosciuto.
Dal 1° gennaio 2025 la Belastingdienst ha ripreso i controlli sul falso lavoro autonomo ai sensi della Wet DBA. La questione, però, va ben oltre l’assistenza. Per una piccola impresa la fattura non racconta più tutta la storia. Rapporto di lavoro, turni, linea gerarchica, compenso e documentazione devono essere coerenti tra loro.
Il contratto non esaurisce il rapporto
Il diritto olandese parte da un criterio semplice, anche se le conseguenze lo sono molto meno. L’articolo 7:610 del Codice civile definisce il contratto di lavoro attraverso prestazione, retribuzione, lavoro alle dipendenze di un’altra parte e tempo. L’articolo 7:610a introduce una presunzione legale quando una persona lavora ogni settimana per tre mesi consecutivi, oppure almeno 20 ore al mese, in cambio di un compenso.
La sentenza Deliveroo della Corte Suprema, ECLI:NL:HR:2023:443, ha reso ancora più chiaro il punto pratico. La qualificazione del rapporto dipende dall’insieme delle circostanze. L’etichetta apposta al contratto non è decisiva. Anche le indicazioni della Belastingdienst seguono questa logica: contano i fatti e il modo concreto in cui si lavora.
È qui che molte piccole imprese si espongono. Hanno un accordo zzp firmato, le fatture e magari anche un modello contrattuale. Ma la prassi quotidiana può raccontare altro. La persona lavora in orari fissi, segue istruzioni interne, usa strumenti aziendali, compare nello stesso turno dei dipendenti e copre ogni settimana la medesima esigenza ricorrente.
La Belastingdienst afferma che gli attuali modelli di accordo DBA potranno continuare a essere utilizzati fino al 31 dicembre 2029. È utile solo se le parti lavorano davvero nel modo descritto. La carta non può salvare un rapporto che, ogni mattina, si comporta come un’assunzione.
Il turno dice la verità
L’assistenza è uno specchio particolarmente efficace, perché mostra cosa accade quando la cautela giuridica incontra la disponibilità concreta delle persone. Secondo il CBS, nel primo trimestre del 2026 l’assenteismo per malattia nel settore della sanità e dell’assistenza è stato dell’8,2%, il dato più elevato tra i settori. È sotto pressioni di questo tipo che si prendono le decisioni sul personale.
Un imprenditore può modificare un contratto più rapidamente di un turno. Se a un lavoratore zzp viene detto che l’incarico deve trasformarsi in un rapporto di lavoro subordinato, può accettare. Ma può anche rifiutare, ridurre le ore, chiedere un compenso più alto o andare altrove. La Rijksoverheid ha segnalato che, dopo la ripresa dei controlli, alcuni committenti hanno ridotto gli incarichi agli zzp, spinti da cautela e incertezza.
Torniamo al responsabile del venerdì. Se il servizio serale esce dall’accordo zzp e non c’è un dipendente pronto a subentrare, la correzione giuridicamente ordinata crea un vuoto operativo. Nell’assistenza quel vuoto incide direttamente sulle persone. Nella logistica incide sulle promesse di consegna. In uno studio di progettazione incide sulle scadenze. In un’officina incide sui clienti che aspettano sulla porta.
La lettura utile è semplice. L’esposizione DBA non è soltanto un rischio fiscale. Il fisco può imporre la regolarizzazione. Ma il primo contraccolpo lo avvertono risorse umane, clienti e liquidità.
La carta non è il rapporto
Contano i fatti del lavoro, più dell’etichetta sulla fattura. Una verifica concreta parte da ruolo, orari, durata, compenso, luogo, strumenti, supervisione, libertà di rifiutare gli incarichi, sostituzione e collocazione dell’attività nel modello di business.
Una risposta chiara, di solito, emerge rapidamente. La persona gestisce un incarico autonomo o copre capacità ordinaria? Può rifiutare il lavoro senza subire pressioni, anche solo implicite? L’impresa può sostituirla senza compromettere il servizio? La tratta come parte del team, con le stesse procedure e la stessa linea di comando quotidiana?
Anche i numeri devono essere letti con onestà. Il compenso indicato in fattura non coincide con il costo del lavoro dipendente. La busta paga comporta gestione delle imposte sul lavoro, ferie, rischio di malattia, oneri a carico del datore e, quando rilevanti, questioni previdenziali o legate ai contratti collettivi. Perdere il collaboratore può inoltre costare ricavi, fiducia dei clienti, tempo di selezione, straordinari e attenzione del management.
Per questo il fascicolo utile non è soltanto il contratto. È il quadro complessivo dell’azienda. Personale, operations, finanza e imprenditore non possono custodire ciascuno una versione diversa della realtà.
Se il turno tratta una persona come un dipendente, il contratto non dovrebbe fingere che sia un fornitore esterno di un risultato finito. La verifica DBA non si conclude quando si correggono i documenti. Si conclude quando l’azienda sa chi svolge il lavoro, a quale costo, con quali evidenze e con quale alternativa organizzativa.
Due orologi, una sola azienda
Il quadro normativo è ancora in movimento. Il 6 marzo 2026 il governo ha stralciato la parte di chiarimento del disegno di legge VBAR. Prosegue invece con una presunzione legale di lavoro subordinato basata su una tariffa oraria fino a 38 euro, assumendo come data di riferimento il 1° gennaio 2026. Al 1° luglio 2026 questa presunzione basata sulla tariffa non era ancora entrata in vigore.
Una piccola impresa vive quindi con due orologi. Il primo è quello della politica normativa, in cui disegni di legge, comunicazioni e date di entrata in vigore avanzano attraverso L’Aia. Il secondo è quello dell’attività, in cui i clienti si aspettano il lavoro per il giorno dopo e le persone un piano equo e praticabile.
I due orologi raramente vanno allo stesso ritmo. Aspettare una semplicità normativa perfetta non è una strategia per organizzare il personale. Ma neppure lo è trasformare tutto in preda al panico. Un imprenditore che converte ogni incarico zzp da un giorno all’altro può perdere flessibilità, margini e persone. Chi non cambia nulla può mantenere un rapporto ormai incompatibile con il clima dei controlli.
La domanda migliore è più circoscritta e più utile: quale attività è davvero autonoma e quale, invece, è capacità ordinaria coperta in un’altra forma?
Che cosa può controllare una piccola impresa
Una verifica efficace parte dal lavoro, non dal titolo riportato in fattura. Ogni rapporto zzp presenta fatti aziendali concreti. Contano ruolo, orari, durata, compenso, luogo, strumenti, supervisione, libertà di rifiutare gli incarichi, sostituzione e rilevanza dell’attività per il core business.
Anche i numeri devono essere messi a fuoco. Il compenso in fattura non coincide con il costo del lavoro dipendente. La busta paga comporta gestione delle imposte sul lavoro, ferie, rischio di malattia, oneri a carico del datore e, quando rilevanti, questioni previdenziali o legate ai contratti collettivi. La perdita del collaboratore può costare ricavi, fiducia dei clienti, tempo di selezione, straordinari e attenzione manageriale.
Non è un motivo per tenere in vita rapporti deboli. È un motivo per decidere guardando all’impresa nel suo insieme. Personale, operations, finanza e imprenditore non possono avere ciascuno una versione diversa della realtà.
Se il turno tratta una persona come un dipendente, il contratto non dovrebbe fingere che sia un fornitore esterno di un risultato finito. La questione DBA non è chiusa quando cambia la formulazione. È chiusa solo quando l’azienda sa spiegare, retribuire, organizzare e documentare il rapporto che utilizza davvero.
Il lavoro zzp non è sbagliato per definizione. L’assunzione non è corretta per slogan. Il criterio onesto è capire se l’azienda può difendere il modo in cui lavora il lunedì mattina. Se il turno dipende da un lavoratore zzp, l’imprenditore deve avere entrambe le risposte: quella DBA e quella organizzativa.
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I dati, le fonti e l’analisi alla base di questo articolo sono stati elaborati da Linda Pavan. L’AI non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o formulare il giudizio analitico qui contenuto. L’AI è stata usata solo come supporto alla redazione. Il testo italiano definitivo è stato rivisto, modificato e approvato personalmente da Linda Pavan prima della pubblicazione.
