Gli ex autonomi ampliano il bacino di lavoratori, ma non sono sostituti pronti all’uso.
Alle 8.15 di lunedì mattina, una piccola impresa di trasporti incontra un candidato che ha da poco smesso di lavorare come autonomo. Ha esperienza, conosce i clienti e sa lavorare senza bisogno di molte spiegazioni. Il posto vacante, però, prevede orari fissi, supervisione diretta e una struttura retributiva molto diversa dall’emissione di una fattura.
Nessuna delle due parti sta facendo resistenza. Stanno semplicemente scoprendo che passare dal lavoro autonomo a quello dipendente non significa continuare a fare lo stesso lavoro con un contratto diverso.
Il 15 ottobre De Nederlandsche Bank ha riferito che il numero di persone per le quali l’attività da zzp costituiva l’occupazione principale era diminuito di circa 131.000 unità rispetto al picco di fine 2024. Più della metà di coloro che avevano lasciato il lavoro autonomo ha trovato un impiego dipendente entro tre mesi. Solo il 7 per cento è rimasto disoccupato.
A mio avviso, questi dati indicano mobilità, non una soluzione facile alla carenza di personale.
Mobilità non significa disponibilità
Quasi la metà degli ex autonomi che hanno trovato un nuovo lavoro è passata a un altro settore. Quasi il 40 per cento ha cambiato categoria professionale. Alcuni sono entrati nell’assistenza e nel welfare, nella pubblica amministrazione, nell’istruzione, nel commercio, nei trasporti o nell’ospitalità. Circa un terzo ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, o con prospettive di stabilizzazione. Un gruppo di dimensioni analoghe è confluito nel lavoro flessibile.
Il quadro è quindi molto più articolato della semplice assunzione dei freelance da parte dei loro precedenti clienti. Le persone non stanno ripensando soltanto il contratto, ma anche la professione, gli orari, la sicurezza del reddito e il proprio modo di lavorare.
Nel frattempo, il mercato del lavoro nel suo complesso resta teso. Nel secondo trimestre del 2026 il CBS ha registrato 95 posti vacanti ogni 100 disoccupati. La disoccupazione è scesa dal 4,0 al 3,9 per cento. Una diminuzione nazionale del lavoro zzp, dunque, non garantisce che per ogni posizione aperta si presenti un candidato adatto nella zona interessata.
Per una piccola impresa, l’effettiva disponibilità continua a dipendere da competenze, territorio, abilitazioni, spostamenti, orari e retribuzione. Dipende anche dal fatto che il posto offra un motivo credibile per restare.
La domanda dietro la posizione vacante
Questo mi porta alla domanda che porrei sul tavolo della direzione: stiamo progettando il ruolo in funzione del lavoro e del risultato di cui abbiamo bisogno, oppure stiamo rinviando una decisione sull’organico che riemergerà nella liquidità, nelle persone, nella conformità e nel servizio ai clienti?
Un ex zzp può portare capacità di giudizio e sensibilità commerciale non sempre presenti in un candidato dal percorso più tradizionale. Può anche mal tollerare autorizzazioni superflue o turni troppo rigidi. D’altro canto, un datore di lavoro abituato ad acquistare incarichi può sottovalutare quanta leadership, quanto inserimento e quanta chiarezza si aspetti un dipendente.
Una conversazione sensata parte dal lavoro. Quali decisioni spettano alla persona? Quali orari sono davvero necessari? Che cosa deve imparare? Chi controlla la qualità? Che cosa accade in caso di malattia o ferie? Se il ruolo è stato copiato da un precedente rapporto con un collaboratore esterno, la posizione rischia di conservare le abitudini di ieri invece di risolvere le esigenze di domani.
Questo conta soprattutto quando si cambia settore. L’esperienza può essere trasferibile, ma qualifiche e prassi operative non sempre lo sono. Un candidato capace che entra nell’assistenza, nell’edilizia o nei trasporti può aver bisogno di certificazioni, conoscenze settoriali o di una supervisione più stretta prima di diventare una risorsa affidabile.
Fattura e busta paga comportano pressioni diverse
Portare in organico attività ricorrenti può migliorare la continuità e trattenere le conoscenze in azienda. Cambia, però, la tempistica dei flussi di cassa. Stipendi, oneri a carico del datore di lavoro e scadenze periodiche sostituiscono una fattura il cui importo poteva variare in base agli incarichi. Nel calcolo entrano anche ferie, malattia, eventuali obblighi pensionistici, formazione e capacità di sostituzione.
Questo non significa che il lavoro dipendente sia per definizione l’opzione più costosa. Anche tariffe elevate dei collaboratori esterni, inserimenti ripetuti e disponibilità incerta hanno un costo. Il confronto utile non è tra tariffa oraria fatturata e stipendio lordo, bensì tra i costi complessivi di un lavoro affidabile, compresi il tempo di gestione, le assenze, il turnover e i ricavi persi quando non c’è nessuno disponibile.
Anche il profilo della conformità resta attuale. Dal 1° gennaio 2025 il Belastingdienst ha ripreso la normale attività di controllo sui rapporti di lavoro. Se un rapporto viene qualificato come lavoro dipendente anziché come autentico lavoro autonomo, possono seguire rettifiche delle ritenute sui salari e accertamenti integrativi. A seconda delle circostanze, possono inoltre emergere conseguenze pensionistiche o legate al contratto collettivo applicabile.
La formulazione del contratto, da sola, non risolve la questione. Il lavoro effettivamente svolto, la supervisione, l’esecuzione personale, la determinazione della tariffa, il rischio commerciale e la posizione all’interno dell’organizzazione devono comporre un quadro coerente. Per me questo è un tema di governance, non di modulistica. È la direzione a decidere come organizzare il lavoro, anche se l’amministrazione ne registra le conseguenze solo in un secondo momento.
Una disciplina settimanale più semplice
La proposta di Zelfstandigenwet potrebbe introdurre in futuro un quadro diverso, ma per ora resta una proposta in consultazione. L’entrata in vigore prevista è gennaio 2028. Le decisioni odierne sull’organico continuano quindi a ricadere nell’attuale contesto normativo e di controllo.
Una piccola impresa non ha bisogno di un imponente programma di pianificazione della forza lavoro. Ha bisogno di un quadro mensile onesto delle posizioni aperte, della dipendenza dai collaboratori esterni, degli straordinari, delle assenze e del costo del lavoro rispetto ai ricavi. Gli incarichi esterni ricorrenti vanno verificati periodicamente alla luce delle modalità operative quotidiane. Lo stesso vale per le posizioni aperte: orari, autonomia decisionale, formazione, retribuzione e risultati attesi devono essere coerenti tra loro.
Torniamo a quel colloquio del lunedì. Il datore di lavoro potrebbe concludere che l’ex freelance non è adatto alla posizione così come è stata formulata. Ma la conclusione migliore potrebbe essere che è la posizione stessa a essere sbagliata. Ridisegnare il ruolo, chiarire le responsabilità o rafforzare l’inserimento può rendere possibile l’incontro, senza mascherare il lavoro dipendente da imprenditorialità né ridurlo a semplice flessibilità.
Il calo degli zzp crea opportunità, ma non mette a disposizione una riserva di dipendenti pronti all’uso. Le persone si muovono perché stanno cambiando il mercato, il clima dei controlli e le loro preferenze. I datori di lavoro che lo comprendono assumeranno con maggiore precisione e valuteranno più onestamente il costo della capacità operativa. Potrebbero anche costruire qualcosa di più prezioso di un turno coperto: un rapporto di lavoro che entrambe le parti abbiano interesse a mantenere.
Se il vostro modello organizzativo non rispecchia più il lavoro, esaminiamo ruolo, rischi e costo complessivo prima di assumere.
I dati, le fonti e l’analisi di questo articolo sono stati curati da Linda Pavan Geraedts. L’IA non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o produrre il giudizio analitico. L’IA è stata usata solo come aiuto di redazione. Il testo italiano finale è stato rivisto, corretto e approvato personalmente da Linda Pavan Geraedts prima della pubblicazione.
Riferimenti
- Veel oud-zelfstandigen gaan werken in andere sector, stelt DNB
- De Nederlandsche Bank - Former self-employed workers' destination after exit
- Centraal Bureau voor de Statistiek - Latest observed fall in zzp work and employee labour-market mix
- Centraal Bureau voor de Statistiek - Flexibility after the zzp decline
- Centraal Bureau voor de Statistiek - Current labour-market pressure and hiring capacity
- UWV - Sector destinations and medium-term employment demand
- Belastingdienst - Enforcement exposure where zzp work resembles employment
- Rijksoverheid - Policy uncertainty and proposed future zzp framework
