Per un fondatore, la vera questione è dove si concentra il valore, quando nasce il reddito e se la documentazione racconta una storia coerente.
Un fondatore si prepara all’incontro annuale con il commercialista. La BV ha acquistato valore, ma la sua liquidità è già destinata a stipendi, scorte e rimborso dei debiti. Non sono stati distribuiti dividendi. Nella dichiarazione personale, il reddito appare modesto rispetto al valore delle partecipazioni. Nel frattempo, il finanziamento al socio non viene riesaminato da mesi.
Vista dall’esterno, la famiglia può sembrare facoltosa.All’interno dell’impresa, però, il denaro è al lavoro.
Per questo il dibattito pubblico sui milionari che pagano poche imposte sul reddito va letto in modo più utile. Patrimonio e reddito imponibile misurano realtà diverse. Il patrimonio fotografa una situazione patrimoniale in una determinata data. L’imposta sul reddito segue invece stipendi, dividendi, plusvalenze, rendimenti, deduzioni ed eventi definiti dalla legge nel corso dell’anno.
La distinzione non è una giustificazione. È il punto di partenza per una domanda migliore: che cosa sta accettando o rinviando il fondatore, e quali conseguenze ne deriveranno per liquidità, imposte e governo societario?
Patrimonio e reddito seguono tempi diversi
Secondo il CBS, al 1° gennaio 2024 nei Paesi Bassi vi erano 451.800 nuclei familiari privati con un patrimonio netto di almeno 1 milione di euro. Rappresentavano il 5,5% delle famiglie private e detenevano complessivamente 1.237,8 miliardi di euro di patrimonio netto, con un valore mediano di circa 1,55 milioni. I dati sono provvisori.
Si tratta di dati familiari, non del numero di singoli contribuenti né delle imposte pagate in un anno. Il patrimonio familiare corrisponde alle attività meno i debiti e può comprendere l’abitazione, altri immobili, investimenti, beni aziendali e partecipazioni societarie.
Una famiglia può superare la soglia del milione senza avere 1 milione di euro disponibile da spendere. Gran parte del patrimonio di un fondatore può trovarsi in un’impresa che impiega personale, possiede macchinari o necessita di capitale circolante. Anche un’abitazione può essersi rivalutata senza produrre alcun reddito mensile.
La parola milionario, da sola, non spiega una dichiarazione fiscale. Contano la composizione del patrimonio e il momento in cui emerge un reddito o un beneficio imponibile.
Le tre vie fiscali del fondatore
Per un socio-amministratore, la posizione fiscale personale parte normalmente da tre percorsi distinti.
Lo stipendio rientra nel Box 1. Il socio che lavora nella società e detiene una partecipazione rilevante è soggetto al regime della retribuzione usuale. Per il 2026, la retribuzione deve essere in genere almeno pari al maggiore tra il compenso previsto per un impiego comparabile, lo stipendio più elevato corrisposto a un dipendente della società o di una società collegata e 58.000 euro. È possibile applicare un importo comparabile inferiore se il fondatore è in grado di documentarlo.
Lo stipendio, quindi, non è semplicemente una cifra da scegliere a fine anno. Ruolo del fondatore, tempo dedicato all’attività, retribuzioni comparabili, gestione delle paghe e situazione della società devono formare un insieme credibile.
I dividendi e le plusvalenze derivanti da una partecipazione rilevante rientrano nel Box 2. In linea generale, la partecipazione è considerata rilevante a partire dal 5%. Nel 2026, il reddito del Box 2 è tassato al 24,5% fino a 68.843 euro e al 31% per la parte eccedente.
Gli utili trattenuti non diventano automaticamente un dividendo personale. Neppure l’aumento di valore delle partecipazioni genera di per sé un reddito annuale nel Box 2. L’imposta può sorgere in seguito, con una distribuzione, una vendita o un altro beneficio imponibile.
Inoltre, prima di qualsiasi distribuzione privata, la società può avere già pagato l’imposta sulle società. Un modesto debito personale per imposte sul reddito mostra quindi solo una parte del quadro fiscale relativo agli utili societari.
Il Box 3 comprende i risparmi e gli investimenti privati che vi rientrano. Fino all’entrata in vigore della nuova normativa, il Belastingdienst calcola un rendimento forfettario, salvo che il contribuente dichiari un rendimento effettivo inferiore secondo le regole applicabili in materia di prova contraria. Il rendimento effettivo comprende sia i redditi sia le variazioni annuali di valore delle attività rilevanti nel Box 3.
La Wet tegenbewijsregeling box 3 è entrata in vigore il 19 luglio 2025. Il 12 febbraio 2026 la Tweede Kamer ha approvato la proposta Wet werkelijk rendement box 3, che doveva ancora essere esaminata dalla Eerste Kamer. Il governo intende introdurre il nuovo sistema del Box 3 dal 1° gennaio 2028 e ne sta orientando l’impianto verso un modello basato sulle plusvalenze realizzate.
Quando il governo societario entra nella dichiarazione
Il fondatore descritto all’inizio non ha fatto nulla di scorretto per il solo fatto di avere trattenuto gli utili. Lasciare la liquidità nella BV può servire a proteggere il pagamento degli stipendi, l’acquisto delle scorte o un piano di investimento. La tensione nasce quando denaro societario e denaro privato si muovono senza decisioni chiare.
Il finanziamento al socio è l’esempio più evidente. Se, alla fine dell’anno di riferimento, il contribuente e il partner fiscale devono alla propria società più di 500.000 euro, l’eccedenza può generalmente essere considerata reddito del Box 2. Ai debiti contratti per l’abitazione che soddisfano i requisiti e ad altre situazioni si applicano specifiche disposizioni di legge.
La soglia non autorizza a prelevare informalmente 500.000 euro. Un prestito resta un prestito. Contano gli interessi, il piano di rimborso, le condizioni di mercato, le eventuali garanzie e una contabilizzazione coerente. L’imposta sull’eccedenza non cancella il debito dai conti della società.
Il dibattito sui milionari diventa così una questione di governo societario non meno che fiscale. Politica retributiva, decisioni sui dividendi e prestiti privati devono essere coerenti con le buste paga, le delibere dei soci, i contratti, i movimenti bancari, il bilancio e le dichiarazioni fiscali.
Quando questi documenti raccontano storie diverse, anche una decisione aziendale ragionevole diventa più difficile da spiegare. Spesso è qui che nasce il vero problema, non nel valore indicato per le partecipazioni del fondatore.
La liquidità ha esigenze proprie
La pressione commerciale è reale. Un dividendo che sembra sostenibile nei conti annuali può ridurre la liquidità necessaria per pagare dipendenti o fornitori. Uno stipendio basso può migliorare apparentemente la cassa societaria, ma creare un rischio sul fronte delle ritenute e dei contributi. Le spese private addebitate al conto corrente del socio possono rinviare una conversazione scomoda, ma non risolvono il bisogno di liquidità sottostante.
Prima dell’incontro con il commercialista, l’esercizio più utile consiste nel riconciliare il luogo in cui si trova il valore con il modo in cui è stata creata la liquidità privata.
La posizione retributiva va confrontata con il lavoro effettivamente svolto. I dividendi vanno messi accanto alle previsioni di cassa della società. Il debito del socio va verificato alla luce degli accordi scritti e del saldo di fine anno. La stessa attenzione va riservata ai dati privati del Box 3, in particolare a valutazioni, redditi, debiti e utilizzo degli immobili.
Il risultato può comunque essere un’imposta personale sul reddito modesta in un anno in cui il patrimonio familiare è considerevole. Può dipendere dalla composizione delle attività e dal momento in cui si verificano gli eventi imponibili. Ma può anche lasciare in sospeso future scelte fiscali, finanziarie e successorie.
Lo stato patrimoniale mostra ciò che è stato costruito. La dichiarazione fiscale registra determinati eventi avvenuti nell’arco di un anno. Un buon governo societario collega i due piani senza fingere che siano la stessa cosa.
È questa la lettura più onesta della ricchezza dei milionari. Ed è anche quella più utile per ogni fondatore il cui valore societario cresce più rapidamente della liquidità privata.
Se il valore della società, la liquidità privata e la posizione fiscale non raccontano più la stessa storia, è opportuno esaminarli insieme prima della prossima dichiarazione o distribuzione.
I dati, le fonti e l’analisi di questo articolo sono stati curati da Linda Pavan Geraedts. L’IA non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o produrre il giudizio analitico. L’IA è stata usata solo come aiuto di redazione. Il testo italiano finale è stato rivisto, corretto e approvato personalmente da Linda Pavan Geraedts prima della pubblicazione.
Riferimenti
- Hoeveel miljonairs in Nederland betalen geen of nauwelijks inkomstenbelasting? - Taxence
- CBS - What the official millionaire count actually measures
- CBS - Composition of household wealth, including company shares
- Belastingdienst - Owner-managed company income and the substantial-interest regime
- Belastingdienst - Salary rules for working substantial-interest shareholders
- Belastingdienst - Loans from a private company and the excess-borrowing boundary
- Belastingdienst - Box 3 in 2026: transitional taxation and actual-return counter-evidence
- Rijksoverheid - Current Box 3 rates and the planned move to an actual-return system
