Un piccolo negozio online può apparire impeccabile finché un pacco non arriva alla frontiera. La scheda prodotto è ordinata, il pagamento funziona, il fornitore spedisce da fuori Ue. Il cliente vede un prezzo basso e si aspetta una consegna senza intoppi. È lì che finisce il vecchio senso di sicurezza.
Dal 1° luglio 2026, le spedizioni provenienti da Paesi extra Ue, di valore pari o inferiore a 150 euro , potranno essere soggette a un nuovo prelievo all’importazione di 3 euro per ciascuna tipologia di prodotto. Il ministero delle Finanze descrive la modifica in termini più tecnici: viene meno l’esenzione dai dazi per le spedizioni e-commerce di modesto valore, con un’aliquota fissa temporanea di 3 euro per riga della dichiarazione fino al 2028.
Per un imprenditore è unaquestione di margini, di promesse al cliente e di contabilità.
A checkout price is not the full price
The flow is narrow but common: individually addressed consignments below €150, sent directly from non-EU suppliers to EU consumers. That is the world of cheap accessories, fashion add-ons, gadgets, household items, and dropshipping orders.
Un costo di 3 euro su un carrello da 120 euro è un fastidio. Su una custodia per telefono da 7 euro può decidere se la vendita conviene ancora. Rijksoverheid propone un esempio semplice: magliette e custodia per telefono possono aggiungere 6 euro di costo. Quando il carrello comprende prodotti diversi, la domanda diventa soprattutto commerciale, non giuridica.
I dati CBS aiutano a leggere il contesto. Nell’aprile 2026 il fatturato del commercio online nei Paesi Bassi è cresciuto del 5,9 per cento rispetto a un anno prima. Le attività con internet come canale principale sono aumentate del 6,2 per cento. Sono cresciute anche le vendite online di elettronica di consumo e abbigliamento. In un mercato che continua a comprare, anche un piccolo addebito acquista peso.
The ledger gets crowded fast
The mistake is to treat a low-value parcel as light admin. It is small in value, not small in evidence. One order can carry a product description, declared value, customs data, VAT treatment, courier invoice, payment record, delivery proof, and a return trail.
La soglia dei 150 euro continua a essere rilevante per il regime IVA Import. La Belastingdienst spiega che il regime può applicarsi alle vendite a distanza di beni provenienti da Paesi extra Ue e destinati a clienti Ue che non presentano dichiarazioni IVA, quando il valore non supera 150 euro e sono esclusi i prodotti soggetti ad accisa. In questo regime l’IVA viene dichiarata mensilmente e versata con un unico pagamento. All’importazione non si paga l’IVA.
Questo però non cancella il dazio. Significa che la contabilità deve distinguere dazi doganali, IVA all’importazione quando dovuta, IVA applicata nell’ambito del regime Import, costi del corriere, incassi dai clienti, rimborsi e regolazioni delle piattaforme. Se queste voci si confondono, il negozio può continuare a vendere. Ma il fascicolo non rappresenterà più la realtà.
La Douane utilizza DECO per le importazioni e-commerce dal 2021. Il sistema opera con un insieme di dati ridotto rispetto alle dichiarazioni doganali più ampie e la Douane può effettuare controlli fisici dopo la notifica di presentazione. Il ministero delle Finanze collega inoltre il rafforzamento dei controlli sui pacchi a un finanziamento strutturale di 100 milioni di euro l’anno, con circa 560 FTE aggiuntivi indicati nell’allegato.
Dropshipping loses its old cover
Dropshipping is not banned. ACM ConsuWijzer describes it simply: a webshop takes the order and then buys from a foreign webshop that ships directly to the customer. The weak point is not the label. The weak point is control over the promise.
In un modello di dropshipping rivolto ai Paesi Bassi, il venditore può gestire il rapporto con il cliente mentre il fornitore controlla i dati del prodotto. Il corriere governa le comunicazioni sulla consegna. La piattaforma può gestire una parte delle tracce di pagamento. Quando il costo di frontiera era facile da ignorare, questa fragilità poteva restare nascosta. Con una voce da 3 euro ben visibile, si avvicina al cliente.
Potrebbero arrivare altri costi. Il ministero delle Finanze prevede un contributo europeo per la gestione a partire dal 1° novembre 2026, pari a 2 euro per riga della dichiarazione relativa alle spedizioni individuali. Prima del 2028, l’importo complessivo può arrivare a 5 euro per riga quando si applicano entrambe le voci. Dal 2028 sono attesi i dazi effettivi anche per i pacchi fino a 150 euro.
Il modo migliore per verificare il modello è allora partire da un ordine reale. La scheda prodotto indica quanto pagherà davvero il cliente? Il checkout chiarisce i costi legati all’importazione prima del pagamento? La fattura del corriere coincide con l’ordine? La registrazione IVA riflette il regime adottato? Se il pacco torna indietro, chi rimborsa che cosa?
Price is only half the promise
The biggest risk is not always the €3. It is surprise. A customer who learns about import cost only through a delivery message may feel the deal changed after purchase. That leads to refused parcels, complaints, payment disputes, return costs, and poor reviews. None of that appears neatly in a customs table.
Conta anche il vicino di casa: il diritto dei consumatori. Dal 19 giugno 2026, secondo ACM, negozi online e app dovranno mettere a disposizione una funzione digitale chiara per esercitare il recesso durante il periodo legale di 14 giorni. La regola è distinta dalla dogana, ma nella gestione quotidiana le due questioni si intrecciano. Costi complessivi più elevati e promesse di consegna poco solide finiscono spesso in cancellazioni, resi e richieste all’assistenza.
Per una microimpresa la domanda pratica è semplice. Il negozio può assorbire il costo, trasferirlo al cliente o ripensare il modello senza compromettere la fiducia? Assorbirlo protegge il tasso di conversione, ma riduce il margine. Trasferirlo tutela il margine, ma può frenare gli ordini. Nasconderlo male è l’opzione più costosa.
A calmer way to decide
Some sellers will keep direct non-EU fulfilment. Others will move selected products into EU stock, bundle differently, raise prices, remove very cheap add-ons, or import in bulk before dispatching to customers. The Finance Ministry describes that shift as a possible move from individual parcels to bulk import followed by EU dispatch. It may suit some businesses. It will not suit all.
Ogni scelta ha il suo costo. Il magazzino Ue riduce gli attriti alla frontiera, ma immobilizza liquidità e aumenta il rischio di invenduto. Accorpare i prodotti protegge il margine, ma può ridurre la scelta. Rivedere i prezzi rende più leggibile la contabilità, ma mette alla prova la disponibilità dei clienti a pagare. Non esiste una risposta universale. Esiste solo un calcolo più trasparente.
L’imprenditrice della scena iniziale non ha bisogno di allarmarsi. Le serve una tabella con i prodotti extra Ue di modesto valore, i margini, i tassi di reso, i Paesi dei fornitori e le combinazioni abituali del carrello. Deve sapere chi presenta la dichiarazione doganale, chi applica il regime IVA Import, chi riceve la fattura del corriere e in quale momento il cliente vede il costo.
La soglia dei 150 euro sembrava un riparo. Dal 1° luglio 2026 diventa una linea di controllo. Il pacco resta piccolo. La disciplina necessaria per gestirlo, no.
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I dati, le fonti e l’analisi alla base di questo articolo sono stati elaborati da Linda Pavan. L’AI non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o formulare il giudizio analitico qui contenuto. L’AI è stata usata solo come supporto alla redazione. Il testo italiano definitivo è stato rivisto, modificato e approvato personalmente da Linda Pavan prima della pubblicazione.
