Le nuove politiche sugli zzp contano, ma sono già le istruzioni quotidiane e la costruzione della tariffa a determinare ciò che una piccola impresa deve poter difendere.
È martedì mattina e una specialista arriva in una piccola impresa. Ha un’attività propria, emette una fattura mensile e l’anno scorso ha firmato un contratto di collaborazione autonoma. Eppure partecipa alla riunione del team, lavora sui sistemi del cliente e aspetta che un responsabile stabilisca le priorità della settimana.
Quello che era nato come progetto indipendente si è trasformato, poco alla volta, in un ruolo ordinario. Per il fondatore si tratta sempre della stessa professionista affidabile. La posizione fiscale e giuridica, però, potrebbe essere cambiata.
Questa tensione conta più della promessa del governo di introdurre una nuova Zelfstandigenwet. Il Discorso del Trono del 2026 presenta la futura legge come uno strumento per tutelare l’imprenditorialità autentica e contrastare il falso lavoro autonomo. La proposta merita attenzione, ma all’incarico di oggi continuano ad applicarsi le regole attuali.
Il contratto incontra la settimana lavorativa
La normale attività di controllo della Belastingdienst è ripresa il 1° gennaio 2025. Se un rapporto viene qualificato come falso lavoro autonomo, possono seguire rettifiche e accertamenti aggiuntivi relativi alle imposte sui salari. In linea generale, gli accertamenti possono risalire al 1° gennaio 2025. Il periodo può arrivare fino a cinque anni in caso di malafede o quando non sia stata rispettata una precedente indicazione dell’autorità.
Dal 1° gennaio 2026 la Belastingdienst può inoltre applicare, in questo ambito, sanzioni per violazioni colpose o dolose, le cosiddette vergrijpboetes. Nel corso del 2026 non applicherà invece verzuimboetes, ossia sanzioni per inadempimenti formali. La distinzione è importante, ma il punto pratico è più semplice: l’esposizione fiscale può emergere quando il lavoro è già stato svolto, fatturato e pagato.
Il contratto resta utile. Documenta il rapporto voluto dalle parti, l’incarico, la tariffa e le condizioni commerciali. Ma deve continuare a descrivere anche il modo in cui il lavoro viene effettivamente svolto.
Nella sentenza Deliveroo, la Corte Suprema olandese ha richiesto una valutazione complessiva del rapporto. Possono contare il controllo sul lavoro e sugli orari, l’inserimento nell’organizzazione, la possibilità di sostituzione, il compenso, il rischio commerciale e il comportamento imprenditoriale. Una tariffa elevata, più clienti, l’iscrizione alla KvK o una fattura con IVA non risolvono, da soli, la questione.
La prova decisiva emerge osservando il lavoro, non leggendo l’etichetta attribuita al rapporto.
L’incarico può cambiare natura
Il rischio di una diversa qualificazione nasce spesso dalla comodità. Un progetto dura più del previsto. La professionista entra in una turnazione ricorrente. Un responsabile comincia ad approvare le ferie perché la continuità del servizio è diventata importante.
Sulla carta la sostituzione resta possibile, ma nella pratica nessuno accetterebbe una persona sconosciuta. La professionista finisce per dipendere sempre più da un solo committente, mentre il cliente inizia a considerarla parte della propria capacità operativa ordinaria.
Preso singolarmente, ogni cambiamento può sembrare innocuo. Nel loro insieme, però, questi elementi possono raccontare una storia diversa da quella contenuta nel contratto firmato nove mesi prima.
La Belastingdienst si aspetta che committenti e autonomi rivalutino il rapporto durante lo svolgimento dell’incarico. Il controllo utile non è l’ennesimo modulo compilato all’avvio, ma una pausa consapevole quando cambia il lavoro.
L’ambito dell’incarico si è ampliato? Chi stabilisce ora gli orari? La professionista può ancora decidere come realizzare il risultato? Sostiene un vero rischio commerciale oppure mette soprattutto a disposizione il proprio tempo sotto supervisione?
Il fondatore presente alla riunione del martedì non ha bisogno di una messa in scena della compliance. L’impresa deve ricostruire con onestà che cosa sia cambiato e quando. Email, piani di progetto, fatture e accessi ai sistemi possono aiutare. Lo stesso vale per il responsabile che ha impartito le istruzioni.
Le tariffe più basse richiedono prove più solide
Dal 31 dicembre 2026, un lavoratore autonomo che guadagna meno di 38 euro l’ora potrà far valere la presunzione dell’esistenza di un contratto di lavoro subordinato. Spetterà allora al committente dimostrare che il rapporto non è di lavoro dipendente. L’importo di 38 euro si applica dal 1° gennaio 2026.
Per questi incarichi, la tariffa indicata in fattura è soltanto il punto di partenza. L’impresa dovrebbe saper spiegare che cosa comprendeva, come è stato misurato il tempo di lavoro e quali costi sono rimasti a carico dell’autonomo. Anche la preparazione o l’amministrazione non retribuite possono incidere sull’importo orario effettivo.
Vale la pena porre una domanda precisa: se la tariffa venisse contestata sei mesi dopo, l’impresa sarebbe in grado di riconciliare contratto, ore, fatture e prestazione effettiva senza dover ricostruire tutto a memoria?
Gli accordi modello già approvati possono continuare a essere utilizzati fino al 31 dicembre 2029, purché fossero validi il 6 settembre 2024. Il loro valore dipende dal fatto che le parti operino davvero secondo le condizioni previste. La Belastingdienst non valuta più nuovi accordi modello e non proroga quelli esistenti.
I documenti possono sostenere i fatti. Non possono sostituirli.
La compliance incontra un mercato del lavoro più teso
Tutto sarebbe più semplice se ogni rapporto autonomo dubbio potesse essere sostituito immediatamente. Il mercato offre meno margine.
Secondo il CBS, nel secondo trimestre del 2026 quasi 1,5 milioni di persone avevano nel lavoro autonomo la propria occupazione principale. Il numero degli zzp era diminuito per sei trimestri consecutivi e risultava inferiore di 131.000 unità rispetto al quarto trimestre del 2024.
Per le imprese che acquistano competenze specialistiche, questa tendenza conta. Un fondatore che modifica un rapporto con un autonomo può trovarsi davanti a una reale carenza di personale. Assunzione, lavoro tramite agenzia e forme di impiego flessibile comportano ciascuno costi e obblighi specifici.
Anche il quadro normativo del lavoro flessibile sta diventando più strutturato. La maggior parte delle disposizioni della Wet meer zekerheid flexwerkers entrerà in vigore il 1° gennaio 2028. La legge sostituisce i contratti a zero ore con contratti a fascia oraria. Il numero massimo di ore non potrà superare di oltre il 30 per cento il minimo concordato. Le norme che impongono condizioni di lavoro almeno equivalenti per i lavoratori interinali si applicheranno dal 31 dicembre 2026.
La compliance non può essere separata da prezzi, selezione del personale e promesse fatte ai clienti sui tempi di consegna.
Tornando alla riunione del martedì, la soluzione potrebbe essere ancora un autentico incarico indipendente. Potrebbe invece richiedere un progetto più circoscritto, un diverso approccio manageriale oppure un’assunzione. L’importante è decidere prima che sia l’abitudine a decidere per l’impresa.
La proposta di Zelfstandigenwet merita attenzione, ma non deve diventare un motivo per aspettare passivamente. I criteri definitivi, le norme transitorie e la data di entrata in vigore devono ancora essere stabiliti. Nel frattempo, le prove più solide restano vicine al lavoro concreto: chi decide, chi sostiene il rischio, come viene costruita la tariffa e se il contratto descrive ancora una settimana ordinaria.
Non è burocrazia fine a sé stessa. È la disciplina necessaria per rendere reale il modello di lavoro scelto dall’impresa.
Verificate come funzionano davvero i vostri incarichi autonomi, prima che la consuetudine crei una situazione che il contratto non può più sostenere.
I dati, le fonti e l’analisi di questo articolo sono stati curati da Paolo Maria Pavan. L’IA non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o produrre il giudizio analitico. L’IA è stata usata solo come aiuto di redazione. Il testo italiano finale è stato rivisto, corretto e approvato personalmente da Paolo Maria Pavan prima della pubblicazione.
Riferimenti
- Troonrede: Kabinet zet in op innovatie, minder regels en nieuwe zzp-wet
- Rijksoverheid - Official policy signal: new Zelfstandigenwet
- Belastingdienst - Current enforcement and payroll exposure
- Belastingdienst - Evidence follows the practical relationship, not the template
- Rechtspraak - Legal test for employment status
- Rijksoverheid - Lower-paid worker presumption and reversal of proof pressure
- Belastingdienst - Practical assessment tools and the need for periodic review
- CBS - Labour-market shift behind the compliance decision
