Un’imprenditrice non chiede trasparenza fiscale alle nove del mattino. Chiede perché l’accertamento sia più alto del previsto, quale comunicazione le sia sfuggita e se il contabile sappia mostrare che cosa è stato presentato, quando e sulla base di quali elementi. Il linguaggio è semplice perché semplice è la liquidità. Possiamo dimostrare la nostra posizione prima che scada il termine?
Il percorso normativo è ormai tracciato nella Wettenbank, nel pacchetto governativo del 16 settembre 2025 e nel Belastingdienst Jaarplan 2026. Nel loro insieme delineano un diritto concreto, ma costruito per fasi.
È una trasparenza utile, accompagnata però da un’avvertenza pratica. Un accesso più ampio al fascicolo della Belastingdienst può aiutare il contribuente a comprendere una decisione. Non elimina l’onere dell’impresa di conservare e produrre le proprie prove. evidence burden.
Il diritto esiste, ma arriverà per fasi
L’articolo 66a AWR introduce il percorso giuridico per accedere ai dati relativi al contribuente o al sostituto d’imposta. Il pacchetto legislativo del 2025 chiarisce l’obiettivo: quando viene emesso un accertamento o una decisione impugnabile, contribuenti e sostituti d’imposta non devono trovarsi in una posizione informativa più debole rispetto all’ispettore.
That sounds simple until it reaches the systems. The proposal works toward active access through the existing digital portals of the Belastingdienst and Douane. It also phases entry per national tax. Article 66b AWR gives a temporary route before a tax is fully designated under article 66a. Wettenbank also shows future changes, including one listed for 1 January 2032.
Il Belastingdienst Jaarplan 2026 rende ancora più evidente la natura progressiva del progetto. Il fascicolo fiscale sarà reso disponibile passo dopo passo dal 2026, iniziando dai casi di imposta sul reddito non collegati alla categoria del reddito d’impresa. Il portale dovrebbe indicare quali documenti sono già disponibili e quali saranno aggiunti in seguito.
Un fascicolo è più di una cartella
La difficoltà è pratica oltre che tecnica. Il test di attuazione del 2025 definisce l’impatto ingrijpend, cioè rilevante nella gestione quotidiana. I sistemi informativi attuali, spiega il documento, sono organizzati attorno al lavoro dell’ispettore, mentre molti documenti relativi ai singoli casi sono distribuiti tra applicazioni e processi diversi.
Per trasformare questo materiale in un fascicolo utilizzabile, la Belastingdienst deve disporre di metadati che colleghino i documenti alla decisione corretta. Deve inoltre stabilire che cosa possa essere mostrato e che cosa debba restare protetto. I documenti ufficiali citano rischi quali metadati errati, violazioni della privacy, tutela di terzi e funzionari, efficacia dei controlli e assenza di ostacoli alle indagini.
La prima fase è stata quantificata in 24,6 milioni di euro per il 2025 e il 2026; i costi successivi devono ancora essere definiti. La dimensione del progetto aumenta la pressione. I dati della Belastingdienst per il 2025 indicano 499.110 reclami ricevuti e 377.310 trattati. A fine anno ne restavano 621.700 in lavorazione, tre quarti dei quali riguardavano il box 3.
I diritti già esistenti restano rilevanti
Il nuovo diritto di accesso attivo si affianca agli strumenti procedurali già disponibili. L’articolo 7:4 Awb prevede già la consultazione del fascicolo relativo al reclamo e degli ulteriori documenti del caso prima dell’audizione, con possibilità di limitazione per motivi gravi. In appello, l’articolo 8:42 Awb impone all’organo amministrativo di trasmettere al giudice amministrativo i documenti relativi al caso. L’articolo 8:29 Awb disciplina invece la conoscenza riservata ai soli giudici per motivi gravi.
Una sentenza della Hoge Raad del 4 maggio 2018, ECLI:NL:HR:2018:672, è importante per i fascicoli fiscali digitali. La Corte ha confermato che il materiale relativo al caso previsto dall’articolo 8:42 Awb va oltre la carta. Può comprendere dati elettronici che possano essere resi leggibili o comunque percepibili, se pertinenti e consultabili ai fini del procedimento. I sistemi software in quanto tali, invece, restano generalmente esclusi da questa categoria.
Per una piccola impresa, la distinzione è concreta. La domanda è quali dati, documenti, note, messaggi e decisioni appartengano alla posizione fiscale in quel preciso momento. Un diritto di accesso più ampio serve solo se l’impresa è in grado di confrontare il fascicolo dell’amministrazione con la propria documentazione.
La decisione resta fondata sui documenti dell’impresa
Torniamo all’imprenditrice alle prese con un accertamento inatteso. Un portale della Belastingdienst più completo può aiutarla a vedere meglio la parte dell’amministrazione. Ma lei ha comunque bisogno della dichiarazione, della ricevuta di invio, delle fatture, del calcolo delle retribuzioni, dei codici IVA, dei movimenti bancari, della nota del consulente e della corrispondenza. Servono le date. Serve capire perché sia stata adottata una determinata posizione.
È qui che la governance diventa concreta. L’imprenditore, il contabile o il consulente devono poter ricostruire una posizione fiscale rilevante senza affidarsi alla memoria. Costi a uso promiscuo, classificazioni del personale, scelte sull’IVA transfrontaliera, rettifiche, esenzioni e operazioni legate ai soci meritano tutti una traccia chiara. La controversia arriva di solito quando il lavoro avrebbe già dovuto essere fatto.
Anche la privacy fa parte della gestione ordinaria. I documenti fiscali possono contenere dati relativi a dipendenti, funzionari, altri contribuenti e terzi. L’oscuramento di alcune informazioni è parte integrante del diritto di accesso. Le imprese con un’elevata incidenza del costo del lavoro devono prestare particolare attenzione a chi può consultare documenti fiscali contenenti dati del personale.
Che cosa cambia da domani mattina
Una revisione sensata parte dalla scrivania. L’impresa riesce a recuperare l’ultima dichiarazione IVA, delle imposte sui salari, dell’imposta sul reddito o dell’imposta societaria, insieme alla ricevuta di invio? I messaggi del portale della Belastingdienst vengono archiviati? Accertamenti, decisioni, riferimenti dei pagamenti, reclami, note delle audizioni e messaggi del consulente sono conservati insieme, per tipo di imposta, anno, accertamento e decisione?
Se una parte delle prove è nelle mani del consulente, l’imprenditore deve sapere quale documentazione esista soltanto nel sistema dello studio. Se l’impresa importa merci o opera con autorizzazioni doganali, dichiarazioni, garanzie o registri dei movimenti, anche questi documenti meritano un ordine specifico. Il test di attuazione della Douane descrive a sua volta una pressione significativa sul progetto, che richiederà una migliore gestione delle informazioni e successive ricalibrature per il percorso più lungo.
Le imposte locali richiedono un’attenzione separata. La relazione illustrativa del 2025 ha escluso, in quella fase, le imposte provinciali, comunali e dei water board dal nuovo diritto di accesso fiscale attivo, mentre resta rilevante l’accesso previsto dall’Awb nelle procedure di reclamo e appello. Un’impresa non dovrebbe presumere che ogni tributo segua la stessa logica di portale.
La conclusione, senza enfasi, è questa: il diritto di accesso al fascicolo fiscale rafforza la posizione del contribuente, ma arriverà attraverso fasi successive, filtri, verifiche sulla privacy e sistemi vecchi chiamati a sostenere una funzione nuova. È un progresso, non una soluzione automatica. La Belastingdienst potrà mostrare una parte più ampia del proprio ragionamento. L’impresa deve comunque conoscere il proprio.
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I dati, le fonti e l’analisi alla base di questo articolo sono stati elaborati da Linda Pavan. L’AI non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o formulare il giudizio analitico qui contenuto. L’AI è stata usata solo come supporto alla redazione. Il testo italiano definitivo è stato rivisto, modificato e approvato personalmente da Linda Pavan prima della pubblicazione.
