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  • I permessi per gli alloggi temporanei crollano e i datori di lavoro olandesi ne subiscono le conseguenze
  • I permessi per gli alloggi temporanei crollano e i datori di lavoro olandesi ne subiscono le conseguenze

    La riduzione dei permessi è ormai parte del problema del lavoro, non soltanto di quello abitativo.
    28 maggio 2026 di
    Paolo Maria Pavan

    Il dimezzamento del 2025 non è soltanto una statistica sul settore delle costruzioni. Mostra quanto si sia ridotto il margine abitativo dei Paesi Bassi per lavoratori, giovani alla prima esperienza abitativa, comuni e piccole imprese.

    Un dato sugli alloggi può sembrare tecnico, finché un imprenditore non trova la persona giusta e poi perde l’assunzione perché non esiste un posto realistico in cui vivere. Ecco perché l’ultimo dato del CBS è rilevante ben oltre il settore immobiliare. Nel 2025 i comuni olandesi hanno rilasciato permessi per 3.089 abitazioni temporanee, contro le 6.166 del 2024. Il calo è stato netto ed è arrivato in un Paese in cui la disponibilità di alloggi condiziona già la mobilità del lavoro, il reclutamento e la domanda locale.

    Il CBS conta i permessi, non le abitazioni occupate. Un permesso guarda al prossimo futuro. Non è ancora una porta d’ingresso, un indirizzo registrato o un tragitto stabile casa-lavoro. Quando oggi si restringe il flusso dei permessi, domani potrebbero ridursi ulteriormente le soluzioni abitative di breve periodo disponibili per lavoratori, giovani alla prima esperienza abitativa e comuni.

    La valvola di sfogo si è ristretta

    Gli alloggi temporanei esistono perché l’edilizia ordinaria è troppo lenta per assorbire ogni esigenza urgente. Queste abitazioni vengono costruite per un periodo prestabilito, spesso fino a dieci anni, oppure rientrano nella definizione prevista dalle pertinenti norme edilizie olandesi. Sono destinate a gruppi diversi: giovani alla prima esperienza abitativa, titolari di permesso di soggiorno, rifugiati, lavoratori migranti, studenti e persone in situazione di urgenza. Un’unica struttura può rispondere contemporaneamente a diverse forme di pressione.

    Il calo del 2025 è stato più marcato per le nuove abitazioni temporanee. I relativi permessi sono scesi da 5.448 nel 2024 a 2.630 nel 2025. Sono diminuiti anche i permessi per le conversioni, da 718 a 459. Tra il 2021 e il 2025, i comuni hanno autorizzato circa 19.000 abitazioni temporanee e, secondo il CBS, l’87% era costituito da nuove costruzioni. I permessi del 2025, relativi a poco più di 3.000 abitazioni temporanee, potrebbero comunque offrire spazio a quasi 6.000 nuclei familiari, perché una singola abitazione temporanea può comprendere più spazi abitativi non autonomi.

    Questo rende il calo ancora più rilevante, non meno. Gli alloggi temporanei sono uno strumento limitato, ma rappresentano una delle poche soluzioni progettate per muoversi più rapidamente della macchina edilizia principale. Sono inoltre una materia locale. Un comune deve disporre di un’area utilizzabile, adottare una decisione difendibile, reperire finanziamenti, trovare capacità costruttiva e gestione sociale e individuare un gruppo destinatario in grado di superare la politica locale. L’ambizione nazionale è utile, ma le abitazioni sorgono comunque sul territorio dei comuni.

    La macchina edilizia principale è ancora in ritardo

    Il quadro olandese complessivo resta critico. Il CBS rileva 8,345 milioni di abitazioni alla fine del 2025 e una carenza abitativa stimata dal modello di quasi 400.000 unità, pari al 4,8% dello stock abitativo. Nel 2025 sono state aggiunte quasi 80.000 abitazioni attraverso nuove costruzioni e altri interventi. Al netto delle demolizioni, lo stock abitativo è aumentato di 70.000 unità.

    Si tratta di una produzione significativa, ma ancora inferiore all’obiettivo nazionale. Il Rijksoverheid punta tuttora a 100.000 nuove abitazioni all’anno e indica come priorità il rilascio più rapido dei permessi, una maggiore industrializzazione della costruzione e un uso più efficace degli edifici esistenti. Anche i permessi per le nuove costruzioni ordinarie hanno rallentato: quasi 86.000 nel 2025, contro quasi 94.000 nel 2024.

    Neppure il mercato delle abitazioni esistenti occupate dai proprietari offre un sollievo facile. Il CBS e il Kadaster hanno comunicato che nell’aprile 2026 le abitazioni esistenti occupate dai proprietari costavano il 4,3% in più rispetto a un anno prima. Il prezzo medio di compravendita era di 486.101 €. I prezzi sono rimasti invariati rispetto al mese precedente, ma erano comunque superiori del 15,8% rispetto al precedente picco del luglio 2022. Un rallentamento non equivale a un accesso più facile.

    La DNB e l’AFM hanno avvertito che un allentamento degli standard di concessione dei mutui farebbe principalmente salire i prezzi delle case e il debito. Il credito può ridistribuire il potere d’acquisto. Non può costruire una stanza.

    Per le piccole imprese, la pressione abitativa si manifesta come un ostacolo

    La pressione abitativa raramente entra in azienda, all’inizio, attraverso un foglio di calcolo. Si manifesta sotto forma di una data di inizio posticipata, di un candidato che si ritira, di un lavoratore costretto a vivere troppo lontano, di un giovane dipendente che non riesce a lasciare la casa dei genitori o di un lavoratore internazionale alla prima esperienza che ha bisogno di più assistenza di quanto il datore di lavoro avesse previsto.

    Nel 2024 il CBS ha contato 518.000 persone che entravano per la prima volta nel mercato abitativo, contro le 560.000 del 2023. Il numero dei giovani che lasciavano la casa dei genitori è diminuito del 12%. Tra le persone di età compresa tra 25 e 35 anni, la popolazione è cresciuta dell’1,7% nel 2024, mentre il numero di coloro che vivevano ancora con i genitori è aumentato del 5,6%. Gli immigrati per motivi di lavoro o di studio costituivano il gruppo più numeroso tra chi entrava per la prima volta nel mercato abitativo.

    Per i datori di lavoro non si tratta di un commento sociale. Cambia la matematica delle assunzioni. Una posizione vacante può sembrare sostenibile in termini salariali e tuttavia fallire sul piano abitativo. Un lavoratore può accettare il posto, ma non la località. Un’impresa può trovarsi a sostenere maggiori costi di trasporto, sistemazione temporanea, reclutamento o pressione salariale perché la base abitativa locale non è in grado di accogliere la forza lavoro necessaria.

    Ecco perché il calo dei permessi per gli alloggi temporanei è un segnale aziendale. Indica al titolare di una piccola impresa che deve chiedersi prima se una posizione dipenda da un trasferimento. Impone inoltre una domanda più scomoda: la pipeline locale è concreta e il permesso si trasformerà in tempo utile in un indirizzo abitato?

    Temporaneo non significa improvvisato

    Anche il profilo della governance è altrettanto importante. Gli alloggi temporanei possono procedere più rapidamente, ma non sono sottratti alle norme olandesi. Ai sensi dell’articolo 4.8 del Besluit bouwwerken leefomgeving, le strutture temporanee restano soggette alle norme edilizie. Se una struttura temporanea rimane in essere oltre il periodo autorizzato, deve essere adeguata alle pertinenti norme applicabili alle nuove costruzioni prima della scadenza di tale periodo. La data finale è quindi una questione finanziaria oltre che giuridica.

    Gli alloggi collegati al lavoro aggiungono un ulteriore livello di complessità. Il Rijksoverheid afferma che gli alloggi per i lavoratori migranti sono insufficienti e che la qualità abitativa è spesso inadeguata. Dal 1° luglio 2023, ai sensi della Wet goed verhuurderschap, il contratto di locazione dei lavoratori migranti non può più essere collegato al contratto di lavoro. Anche la Nederlandse Arbeidsinspectie ha messo in guardia dai pacchetti che collegano lavoro, alloggio e altri servizi. I costi possono essere trasferiti ai lavoratori migranti e si crea una dipendenza dal datore di lavoro.

    Per le imprese che organizzano, sostengono o intermediano soluzioni abitative, la chiarezza è essenziale. Chi firma il contratto di locazione? Chi incassa il canone? Come viene gestita la registrazione? Cosa accade se il rapporto di lavoro termina? Se l’azienda paga l’alloggio, il trasferimento o il sostegno ai trasporti, il relativo trattamento in busta paga e in contabilità deve essere tracciabile, non informale. La scarsità abitativa non giustifica una gestione amministrativa poco chiara.

    Il settore immobiliare deve seguire la liquidità

    Per sviluppatori, costruttori modulari e investitori, il calo rappresenta un avvertimento sulla pipeline. Un permesso aumenta la visibilità, ma non paga i fornitori, non riempie le unità e non rimborsa la finanza ponte. La sequenza utile è: permesso, finanziamento, avvio fisico dei lavori, occupazione e incasso dei canoni. Se un passaggio slitta, cambia la promessa di flusso di cassa.

    Anche il segnale dei tribunali è concreto.

    Nel marzo 2026, il Rechtbank Midden-Nederland ha esaminato un permesso ambientale temporaneo per 60 abitazioni flessibili a De Bilt, per un periodo massimo di dieci anni. Il tribunale ha ritenuto ragionevole il rilascio del permesso da parte dell’esecutivo comunale, ha dichiarato infondati i ricorsi e ha respinto le richieste di provvedimenti cautelari. La lezione è circoscritta, ma chiara: l’opposizione locale non blocca automaticamente gli alloggi flessibili quando il fascicolo decisionale è solido.

    Il comunicato del CBS relativo al 2025 non è un motivo per farsi prendere dal panico. È il segnale che una delle vie più rapide per creare abitazioni nel Paese è disomogenea e fragile. I Paesi Bassi hanno ancora bisogno della macchina edilizia principale. Ma hanno bisogno anche delle valvole di sfogo più piccole, che consentono alle persone di rimanere abbastanza vicine al lavoro, allo studio, all’assistenza e alla possibilità di costruirsi una vita.

    Per il titolare di una piccola impresa, l’adeguamento da fare è sobrio. La casa deve entrare nella pianificazione della forza lavoro, nella pianificazione dei flussi di cassa immobiliari e nella governance di qualsiasi soluzione che riguardi l’alloggio. L’indirizzo non è più una condizione di sfondo. È ormai strettamente connesso al lavoro, ai margini, alla domanda locale e alla continuità aziendale.

    Gli alloggi temporanei sono importanti perché comprano tempo. Nel 2025, i Paesi Bassi ne hanno comprato meno.

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    The data, sourcing, and analysis behind this article were conducted by Paolo Maria Pavan. AI was not used to identify sources, build the factual basis, or produce the analytical judgment contained here. AI was used only as a drafting aid. The final English text was personally reviewed, edited, and approved by Paolo Maria Pavan before publication.

    Riferimenti

    • Halvering aantal tijdelijke woningen waarvoor een vergunning is afgegeven | CBS
    in Real Estate
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    Paolo Maria Pavan 28 maggio 2026
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