I nuovi standard dell’AMLA fanno della conoscenza del cliente un dovere aziendale continuo, non una formalità da esaurire all’avvio del rapporto.
A Arriva un pagamento da una società che non compare nel contratto. Il cliente sostiene che appartenga allo stesso gruppo e chiede di procedere subito con la consegna. Per l’amministrazione, i fondi sono disponibili. Per le vendite, l’affare è concluso. Per la compliance, resta una domanda a cui si sarebbe dovuto rispondere prima di aprire il portone del magazzino.
È in di regolamentazione. Riguardano che l’adeguata verifica della clientela diventa concreta. Non quando qualcuno fotocopia un passaporto o scarica una visura camerale, ma quando la vicenda commerciale cambia e l’impresa deve stabilire se i nuovi fatti siano ancora coerenti con quanto dichiarato.
Il 1º ottobre 2026, l’Autorità olandese per i mercati finanziari ha comunicato che l’Autorità europea per la lotta al riciclaggio, AMLA, aveva pubblicato due norme tecniche di regolamentazione. Riguardano l’adeguata verifica della clientela e la classificazione dei rapporti d’affari, delle operazioni occasionali e delle operazioni collegate.
L’AMLA ha inoltre pubblicato orientamenti di gruppo in materia di rischio, politiche, procedure, controlli interni e governance. Nel loro insieme, queste pubblicazioni pongono il fascicolo cliente gestito ogni giorno al centro di un più ampio cambiamento europeo.
La base giuridica esiste già
Nei Paesi Bassi, il riferimento attuale resta la Wet ter voorkoming van witwassen en financieren van terrorisme, la Wwft. L’articolo 3 impone ai soggetti che rientrano nel suo ambito di effettuare l’adeguata verifica quando instaurano un rapporto d’affari. Ciò significa comprenderne lo scopo e la natura prevista, per poi monitorare nel tempo sia il rapporto sia le relative operazioni.
La Wwft prevede inoltre, in via generale, l’obbligo di verifica per un’operazione occasionale di almeno 15.000 euro. Lo stesso vale per operazioni collegate che, nel complesso, raggiungono tale soglia. I pagamenti raramente dichiarano da soli il proprio legame economico: spetta al soggetto obbligato riconoscere lo schema.
Gli standard dell’AMLA danno maggiore struttura a questa distinzione. Quando un’operazione isolata diventa un rapporto? Quando più pagamenti devono essere letti come un unico schema? E che cosa dovrebbe far emergere il monitoraggio quando il comportamento effettivo si discosta dall’attività prevista all’avvio del rapporto?
Le due norme tecniche sono ora all’esame della Commissione europea per l’adozione. La pubblicazione riguardante i gruppi ha invece natura di orientamento. Le imprese possono già verificare i propri fascicoli, le linee di autorità e i passaggi di consegne. Il testo definitivo non risolverà la frammentazione dei dati né recupererà decisioni rimaste confinate nelle caselle di posta personali.
I documenti non equivalgono alla conoscenza
Molti fascicoli cliente sembrano completi finché qualcuno non pone una domanda elementare: chi ha effettuato davvero il pagamento? Il documento d’identità è presente. Il titolare effettivo è stato registrato. La classificazione del rischio reca una data. Eppure contratto, fattura, conto di pagamento e spiegazione commerciale raccontano storie diverse.
Nel 2025, FIU-Nederland ha ricevuto oltre tre milioni di segnalazioni di operazioni insolite e ha qualificato come sospette 92.000 operazioni. In un’analisi dedicata ai pagamenti di terzi verso imprese olandesi, ne ha ritenute sospette 2.000, per un valore complessivo di 300 milioni di euro.
Un pagamento eseguito da un terzo richiede una ricostruzione chiara dell’identità del pagatore, dell’origine dei fondi e della giustificazione commerciale. Per una piccola impresa regolamentata, il controllo più solido consiste spesso in una semplice sequenza di fatti. Chi è il cliente giuridico? Chi lo possiede o lo controlla? Quale attività era prevista? Perché ha pagato un altro soggetto?
Le domande successive sono altrettanto importanti. Chi ha esaminato la spiegazione? Chi ha deciso se il lavoro, la consegna o il prelievo potessero proseguire? Il fascicolo diventa utile quando conserva questa catena di valutazioni.
Se le risposte sono sparse tra messaggi in chat, ricordi personali e caselle di posta separate, l’impresa non dispone di una registrazione utilizzabile. Un collega, un revisore o un’autorità di vigilanza che torni sul caso sei mesi dopo deve poter ricostruire la decisione.
L’Europa cambia la scala del problema
Il pacchetto composto da AMLR, AMLD6 e AMLAR troverà applicazione, in larga misura, dal 10 luglio 2027. AMLR e AMLAR saranno direttamente applicabili nei Paesi Bassi. AMLD6 richiede invece un recepimento nella legislazione olandese, destinata a sostituire l’attuale Wwft.
Non si tratta soltanto di un cambiamento normativo. I controlli antiriciclaggio si stanno orientando verso un linguaggio europeo più uniforme. I gruppi devono disporre di una visione affidabile dei rischi tra società e Paesi diversi. Una sede locale non può affidarsi unicamente alla familiarità con il cliente quando informazioni rilevanti si trovano altrove nel gruppo.
L’attività di pagamento transfrontaliera rende questo aspetto ancora più importante. FIU-Nederland ha riferito che il 51 per cento delle segnalazioni di operazioni insolite ricevute nel 2025 non presentava un collegamento diretto con i Paesi Bassi. Per i prestatori di servizi di pagamento, la percentuale raggiungeva il 90 per cento, soprattutto per effetto di alcuni operatori attivi a livello internazionale.
Per le imprese di pagamento e le piattaforme internazionali, l’esposizione agli obblighi di segnalazione può dipendere dalla struttura di pagamento regolamentata nei Paesi Bassi, anziché dalla nazionalità del compratore o del venditore. La domanda concreta spesso non è dove le parti ritengano di appartenere, ma attraverso quale circuito regolamentato passi il pagamento.
Il governo olandese intende attuare il pacchetto europeo limitando gli oneri ed evitando, ove possibile, obblighi nazionali aggiuntivi. Questo può ridurre le duplicazioni. Resta però il lavoro essenziale: documentazione coerente, decisioni attribuibili e percorsi di escalation capaci di funzionare anche sotto pressione commerciale.
Partire dall’operazione scomoda
La prova più rivelatrice per la direzione non consiste nel riscrivere da cima a fondo le politiche interne. È più utile scegliere un rapporto recente nel quale qualcosa è cambiato: un pagamento proveniente da un soggetto inatteso, operazioni ripetute presentate come occasionali oppure un’attività che ha superato i limiti della spiegazione originaria.
Occorre seguire quel caso dall’avvio del rapporto fino all’ultimo pagamento. Il cliente indicato nel contratto va confrontato con la fattura, il conto di pagamento, le informazioni sul titolare effettivo e la valutazione interna del rischio. Bisogna poi stabilire chi potesse sospendere l’operazione, chiedere chiarimenti, autorizzare un’eccezione e spiegare la decisione al cliente.
Questo esercizio spesso porta alla luce più di una carenza di compliance. Può rivelare problemi di fatturazione, poteri commerciali poco chiari, comunicazioni deboli all’interno del gruppo o tensioni sul capitale circolante dovute a un intervento tardivo.
Dal 1º luglio 2026, FIU-Nederland può chiedere a un soggetto obbligato di non eseguire un’operazione per un massimo di cinque giorni lavorativi. Un ritardo può incidere rapidamente su consegne, fornitori e fiducia del cliente. La questione dei controlli riguarda quindi l’impresa nel suo complesso, non soltanto la funzione compliance.
L’impresa della scena iniziale deve ancora decidere se svincolare la merce. Una procedura voluminosa non può prendere quella decisione. Può invece sostenerla un fascicolo connesso, nel quale cliente, titolare effettivo, scopo, pagatore, schema dei pagamenti, verifica e autorità decisionale siano letti come un’unica storia.
È questa la direzione concreta dei controlli antiriciclaggio olandesi ed europei. La conoscenza del cliente deve reggere al confronto con l’operazione reale. Se non accade, la debolezza è già presente, indipendentemente dalla data riportata sul prossimo regolamento.
Se un pagamento anomalo mette in luce lacune nei fascicoli cliente o nel processo decisionale, posso aiutarvi a esaminare il caso e rafforzare i controlli.
I dati, le fonti e l’analisi di questo articolo sono stati curati da Paolo Maria Pavan. L’IA non è stata usata per individuare le fonti, costruire la base fattuale o produrre il giudizio analitico. L’IA è stata usata solo come aiuto di redazione. Il testo italiano finale è stato rivisto, corretto e approvato personalmente da Paolo Maria Pavan prima della pubblicazione.
Riferimenti
- Technische standaarden AMLA
- Autoriteit Financiële Markten - Dutch transition from Wwft to the European framework
- Wettenbank - Existing Dutch due-diligence baseline
- Rijksoverheid - National policy: harmonisation without additional Dutch burden
- Autoriteit Financiële Markten - Supervisory preparation and reporting already embedded in ordinary AFM processes
- FIU-Nederland - Transaction context, third-party payments and the quality of the audit trail
- FIU-Nederland - Wider payment infrastructure and cross-border reporting exposure
- Rijksoverheid - Immediate transaction-interruption power
